Il traffico cala, le AI cambiano le regole: avere solo un sito non garantisce visibilità. Il brand deve farsi riconoscere o rischia di sparire dall’attenzione degli utenti.
Per oltre vent’anni il traffico organico è stato l’ossessione di chiunque avesse un sito, oggi, con AI Overview, ChatGPT, Gemini e compagnia, i numeri ci dicono che quel modello sta cambiando e anche velolcemente, se vuoi approfondire l'ultimo articolo scritto parlava proprio dei nuovo scenari.
Il centro della strategia si sposta: non più solo traffico sul sito, ma il brand.
Perché è il brand a generare fiducia e riconoscibilità, anche in un contesto in cui le AI rischiano di diventare il filtro principale delle informazioni.
Perché oggi conta il brand più del traffico.
Quando parlo di brand non intendo il logo carino o la palette di colori scelta dopo un’ora di brainstorming, quelli servono, certo, ma il brand è molto di più: è l’identità di un’azienda.
Vuol dire che un cliente percepisce solidità e serietà non solo guardando il sito, ma vivendo tutta una serie di esperienze concrete: assistenza pre e post vendita, qualità reale di ciò che vendi, facilità nei resi, velocità nei rimborsi, disponibilità nel risolvere problemi.
Ecco perché oggi il brand pesa più del semplice traffico.
Se due aziende vendono lo stesso prodotto, ma solo una è riconoscibile e percepita come affidabile, indovina chi sceglierà l’utente? Non serve nemmeno pensarci troppo: vincerà sempre quella che “ha un brand”.
Il sito come cuore del brand.
Il sito rimane ancora il centro della casa digitale, se i social sono il patio, la veranda o la piscina (posti piacevoli, ma dove ti fermi per poco), il sito è il salotto, la cucina, il cuore della vita quotidiana.
Qui un’azienda dimostra davvero chi è: professionalità, solidità, chiarezza.
È il posto dove le belle parole dei social diventano fatti concreti: schede tecniche, policy chiare, sistemi di ticketing, manuali scaricabili, newsletter ben curate.
L’errore più grande? Pensare che Instagram, TikTok o Facebook siano “casa propria”. No: quelle sono case di altri, e chi ti ospita decide le regole… e fa entrare i tuoi competitor dalla porta accanto.
Il sito invece è lo spazio dove giochi in casa, senza distrazioni né intrusioni.
Se curi il tuo sito la percezione del tuo brand migliorerà, è un appriccio di cui ho scritto qualche settimana fa.
Strategia e coerenza.
Un brand forte si costruisce anche attraverso la coerenza. E qui si inciampa spesso.
Esempio banale: non puoi dire sui social che consegni in 24 ore e poi sul sito scrivere “una settimana lavorativa”. Non funziona.
La coerenza passa da messaggi chiari, ma anche da elementi più “visivi”: palette colori, tipografie, stile grafico.
Quando un utente ti vede su un cartellone, su un reel o su una newsletter, deve avere la sensazione che stia sempre parlando con la stessa azienda.
E poi ci sono i segnali concreti: logo e visual riconoscibili, ma anche fiducia, competenza, capacità di adattarsi, comunicazione dei valori e cura della presenza su più canali. È un mix tra ciò che si vede e ciò che si percepisce.
Il futuro del brand con le AI.
Le AI stanno cambiando il modo in cui ci informiamo, e probabilmente anche il modo in cui i brand saranno percepiti.
Oggi non è ancora chiarissimo: ho fatto domande a vari sistemi e a volte le risposte sono state fuori tema (per esempio, se chiedo la miglior TV per Netflix e mi cita un sito che parla solo di serie TV… direi che non ci siamo).
Ma c’è un punto chiaro: quando le AI citano fonti affidabili, la percezione del brand che viene nominato cresce.
Non sappiamo ancora come evolverà, ma è molto probabile che un brand solido avrà più chance di essere riconosciuto e premiato anche dalle macchine.
Non basta un sito bello.
Lo dico da anni, e non mi stanco di ripeterlo: un sito bello non serve a nulla se non risponde alle domande degli utenti. Punto.
Il mito del “mi serve un sito bello per promuovermi” è una trappola che fa perdere tempo e soldi.
Oggi, con un contesto in cui il traffico organico cala e le AI diventano sempre più un filtro, pensare che basti un bel design è un autogol.
Un sito deve essere utile, coerente e integrato in una strategia più ampia. Altrimenti è solo una vetrina vuota.
“Il brand è come una persona: non basta un bel vestito, serve carattere. Il sito è quel vestito, ma il brand è ciò che ti fa ricordare. E oggi, nell’era dell’AI, farsi ricordare vale più di mille click.”
Una strategia moderna che ti permetterà di farti risconoscere è di usare una comunicazione multicanale, social. motori di ricerca, schede Google Business, Google Ads, Meta Ads, per farti conoscere e farti percepire come risposta alle domande che si pone l'utente. Ma questa è solo la prima parte.
La seconda, la più importante, è convicere l'utente a diventare tuo cliente.
Quest'ultima fase deve avvenire sul tuo sito, a casa tua, una casa che deve essere ben curata, deve creare fiducia, deve far capire cosa hai in più rispetto ai tuoi competitor...
Tutti parametri che, come scritto in precedenza, sono componenti per creare un brand forte e che vende.
Scriverò nei prossimi articoli alcuni aspetti su come progettare strategie per creare o rafforzare un brand, ma voglio darti qualche anticipazione:
Come dare valore al brand attraverso il sito?
- Autorevolezza
- Identità
- Fiducia
- Emozione


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