Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha cambiato il modo in cui le persone cercano, trovano e interagiscono con i contenuti online, questo articolo nasce dall’osservazione quotidiana di un cambiamento già in corso, che impatta direttamente sul traffico ai siti web e sulle strategie per promuoverli.
Dal 2009 mi occupo di progettazione, promozione e analisi di siti web, in questi 16 anni ho visto cambiare strumenti, algoritmi e comportamenti degli utenti, ma mai così in fretta come negli ultimi mesi.
Osservando quotidianamente l’evoluzione tecnologica e il modo in cui l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del gioco, spesso devo anche spiegare ai clienti "cosa stia succedendo" e non è sempre facile raccontare i cambiamenti in corso.
Con questo post voglio provare a fare un quadro della situazione che spero possa essere utile a chi lo leggerà.
Il cambiamento è iniziato, e si vede.
Seguo con attenzione l’evoluzione di tutto ciò che riguarda il mio lavoro, da tanti mesi ormai nei gruppi SEO sui social non si parla d’altro: l’impatto dell’AI, in particolare degli AI Overview di Google, sta rivoluzionando il modo di fare promozione online.
All’inizio era solo un'ipotesi, ma poi sono arrivati i dati, analisi concrete di siti reali, e quei timori condivisi hanno preso forma: il traffico organico verso i siti è in calo, spesso a doppia cifra, soprattutto nei settori dove la ricerca è il cuore del business, come salute, editoria e travel.
Le persone si fidano dei riassunti.
Il comportamento degli utenti è cambiato in modo semplice ma profondo: si accontentano delle risposte fornite dalle AI.
Ai Overview, ChatGPT, Gemini… danno subito una sintesi, e per molti è sufficiente così, non cercano altre fonti, non cliccano, non visitano più i siti.
Questa dinamica ha portato, secondo diverse analisi, a un calo medio del traffico organico del 35%, con picchi ancora maggiori in alcune nicchie.
E non è finita: si stima che circa il 10% delle ricerche oggi avvenga direttamente all’interno degli strumenti AI, senza nemmeno passare da Google.
Come reagire? Strategie in tempo reale.
La difficoltà più grande di oggi è tentatare di ragionare guardando al futuro e non al presente, siamo nel mezzo di una corsa sfrenata alla supremazia AI tra colossi come Google, OpenAI e altri.
Questa lotta al predominio a cosa sta portando?
Da una parte dei sistemi che dovrebbero semplificare la vita degli utenti,scrivo dovrebbero perchè le risposte fornite sono più elaborate rispetto al passato, ma non sono sempre corrette e le migliori possibili, le ai hanno ancora “allucinazioni” e spesso le fonti utilizzate non sono aggiornate o corrette.
Dall'altra parte sta affossando in maniera consapevole gran parte di quel mondo che fornisce contenuti al web, mondo su Google ha costruito un impero.
Tutto questo porta inevitabilmente ad una domanda:
I siti web sono morti?
Forse la domanda più corretta potrebbe essere: “i siti servono ancora per trovare clienti?”
Rispondo con decisione: sì, eccome, il sito non è più (solo) un contenitore da posizionare sui motori, è il cuore dell’identità digitale di un’azienda.
Serve a comunicare valori, competenza, fiducia.
E serve anche per dare supporto, per raccogliere contatti, per offrire informazioni tecniche che nessun social o strumento esterno può raccontare in modo completo.
Se vendi un prodotto complesso o tecnico, non puoi affidarti solo a un post sponsorizzato o a un link nel feed, ti serve uno spazio tuo, dove poter davvero raccontare chi sei e come lavori ma anche fornire dati tecnici sul prodotto, un sistema di risoluzione dei problemi, un luogo dove far scaricare brochure o i manuale, far iscrivere ad una newsletter...
Promuovere un sito oggi: da dove si parte?
Chiariamoci, il posizionamento organico del sito non è completamente da tralasciare, ad oggi una fetta di utenti continua a cliccare sui link per cui, seppur ridotto il traffico continua ad esserci, inoltre essere presenti come fonti nell' Ai Overview o nelle risposte di Chat Gpt aiuta a rafforzare l'autorevolezza aziendale.
Bisogna però essere altrettanto chiari nel dire che l’advertising diventerà una voce sempre più importante per "farsi trovare" e anche nei budget delle aziende.
Ma non tutto può passare da Google Ads o dai social, bisogna analizzare bene il proprio pubblico, capire chi è e dove si trova.
Ogni azienda dovrà farsi una domanda: “Dove posso incontrare il mio utente ideale?”
Da lì si sceglierà un canale, poi eventualmente si amplierà la strategia, ma non sarà più “pubblico tutto, ottimizzo e aspetto”: sarà più azione, più test, più rapidità di adattamento.
Banalmente dopo un'analisi alcune aziende potranno tornare ad usare i sistemi di promozione tradizionale, manifesti, volantini, brochures... magari utilizzando qualcosa di più aggiornato come un qr code che dia modo di far visualizzare velocemente il proprio sito.
Il concetto principale è che probabilmente si investirà meno nel posizionamento organico dei siti per i motori di ricerca e di più sull'advertising, qualunque esso sia.
Come bonus a questo post, inserisco un link ad un articolo scritto poco più di un anno fa dal titolo: Internet non è gratis! Da almeno 15 anni.


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